RIVOLI 25 Gennaio 2016

Un pensiero del mattino

Conosco due proverbi:
– il mattino ha l’ora in bocca!
– il buon giorno si vede dal mattino!

Tanto tempo fa svegliandomi un mattino guardai fuori e vidi che la giornata era piena di sole e c’era tanta allegria nell’aria. Mi sentivo fortunata, quanti buoni propositi avevo, volevo iniziare subito a metterli in opera. Era primavera e vedevo gli uccellini costruirsi il nido e i miei fiori sul balcone stavano per sbocciare. Io ti parlavo ma tu non rispondevi.
Il mio micio voleva le carezze, ero soddisfatta e la mattina proseguiva serena, tu c’eri sempre ma non mi parlavi.
Dopo un attimo però sento suonare… suona la sveglia?
Ma cosa mi succede sono ancora a letto, mi stropiccio gli occhi, cerco di svegliarmi.
Ma allora ho fatto un sogno? Sì è un sogno!
Ora al mattino quando mi sveglio dico: “Sarà una giornata serena e ringrazio chi ci ha creati” !!

Marina Laurenti

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MIA AUTOSTIMA

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           LA MIA AUTOSTIMA

 

Ma che bel temino!!! se ho autostima? A tonnellate.

Innanzi tutto, secondo me, per stimarsi, bisogna piacersi, non certo per la bellezza, ma per quello che si è, per quello che abbiamo dentro e sappiamo dare agli altri, sempre n naturalmente con umiltà, cercando di essere nel giusto, qualche volta mettendosi a dura prova e cercando sempre di uscirne nel positivo. Con un sorriso ho sempre ottenuto molte cose.

Alcune volte avrei preferito essere più fredda nell’affrontare certe situazioni, ma il mio carattere                                                                                                                                                                                                                                                                                   sensibile ha la meglio, ciò non toglie che emozionarsi significa anche partecipare al dolore degli altri e di conseguenza porgere sempre una mano. Qualche      volta è logico che ho scambiato lupi per agnelli, ma si sa la vita è cosi!! Dovrei essere più prudente? Dovrei avere più paura a mettermi a disposizione di tutti? Ho sempre usato quella dose di coraggio che il Buon Dio mi ha donato da quando sono venuta al mondo.

 

Rosy Sandri

                                                                                                                                                       

 

Ma che bel temino!!! se ho autostima? A tonnellate.

Innanzi tutto, secondo me, per stimarsi, bisogna piacersi, non certo per la bellezza, ma per quello che si è, per quello che abbiamo dentro e sappiamo dare agli altri, sempre n naturalmente con umiltà, cercando di essere nel giusto, qualche volta mettendosi a dura prova e cercando sempre di uscirne nel positivo. Con un sorriso ho sempre ottenuto molte cose.

Alcune volte avrei preferito essere più fredda nell’affrontare certe situazioni, ma il mio carattere                                                                                                                                                                                                                                                                                   sensibile ha la meglio, ciò non toglie che emozionarsi significa anche partecipare al dolore degli altri e di conseguenza porgere sempre una mano. Qualche      volta è logico che ho scambiato lupi per agnelli, ma si sa la vita è cosi!! Dovrei essere più prudente? Dovrei avere più paura a mettermi a disposizione di tutti? Ho sempre usato quella dose di coraggio che il Buon Dio mi ha donato da quando sono venuta al mondo.

 

Rosy Sandri

LA SERA

La sera      di Maria Mastrocola Dulbecco

 

 

C’è un momento della sera in cui è particolarmente gradevole indugiare per le strade periferiche dei paesi.

È quel momento che precede la sera ed è troppo presto per accendere le luci e troppo tardi per distinguere bene il circostante.

È un’atmosfera magica, da assaporare con il fiato sospeso, tanto l’attimo è fuggente.

Nell’aria si avverte qualcosa che fa vibrare il nostro essere e la nostra sensibilità si fa più attenta.

Sono in vacanza e mi è caro passeggiare a quell’ora, lungo quella strada che percorrevo ogni giorno, ragazzina, inseguendo i miei sogni.

Allora quella strada era silenziosa e quasi deserta, portava in periferia, fiancheggiata da oliveti e da stradine che si immettevano nei campi a interrompere la linea continua di quell’asfalto bruno.

Le persone che incontravo erano poche, ma le conoscevo tutte.

Ora, con meno sogni, ma con il desiderio di rivivere emotivamente quei momenti, cammino e osservo attenta.

Tutto innanzi al mio sguardo è uguale negli sfondi, nel mare che intravedo tra le nuove case ma è diverso nei particolari. È uno scenario molto più popolato, però io mi sento sola.

Nessuno saluta me e nessuno ho da salutare io.

Ho provato più giorni a rifare quel percorso e tutto si ripete sempre uguale.

Suggestionata dall’ora e sicuramente dalla recente lettura di un romanzo di letteratura fantastica di Bioy Casares, mi sembra di percorrere una strada popolata da persone che ripetono periodicamente la stessa strada, con passi e gesti sempre uguali e alla stessa ora del giorno precedente.

Come nell’ “Invenzione di Morell” il libro citato sopra, le persone che vedo affollare il viale, in quel magico silenzio senza più ombre, scivolano silenziose e sembra obbediscano ad un preciso ordine prestabilito.

In silenzio, senza interruzione, si avvicendano e ricevo l’impressione di vedere persone che agiscono in uno scenario irreale e reale allo stesso tempo, appunto come nell’invenzione di Morell che consisteva nell’essere riuscito a riprodurre un periodo di vita ripetitivo che si attuava azionato da una complessa macchina messa in movimento dall’alta marea.

Vi sono immersa ma non ne faccio parte. Quel mondo fantastico prende consistenza nei miei pensieri. Io desidero far parte del loro mondo ma contemporaneamente me ne sento esclusa.

C’è una barriera a dividermi da loro: la barriera del tempo.

Il loro mondo mi appare uguale, ripetitivo di anno in anno. Gli stessi volti, gli stessi gesti. Ripropone situazioni ed azioni in cui non è possibile immettersi e dove per caso mi trovo a passare senza nessuna possibilità di interloquire con loro.

La tentazione di fermarmi e chiedere se vivo nella loro realtà è forte, tento di fare un gesto per fermare qualcuno, lo faccio.

Nessuno si accorge della mia presenza.

Proseguo la mia strada affascinata, guardo quell’imbrunire che tende ormai alla notte ed affretto il passo verso casa.

Quella casa che appartiene al mio presente e corro a ritrovare quegli affetti senza i quali mi è difficile continuare il cammino.

Maria  Mastrocola Dulbecco

 

GIOVEDI 14 Gennaio 2016

Il cielo è grigio ma non piove ne nevica.

Fa freddo, vorrei uscire ma non mi azzardo a farlo.  Le mie gambe me lo impediscono…
Vado a cercare una piccola mia poesia :

 

PENSIERI

 

Non trovo mai la penna

al momento giusto.

Non trovo mai la parola

al momento giusto.

Non trovo mai la mano tesa

al momento giusto.

 

E quando trovo la penna

non ho più le parole.

E quando trovo le parole

non ho più chi ascolta.

E quando trovo la mano tesa

non desidero più ricevere!

 

 

                 Maria Dulbeccocesarina e maria